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Che follia…

Che follia…
Cos’è la follia? un attimo di libertà dai vincoli delle nostre abitudini, dei nostri schemi mentali.
Cos’è l’ eccitazione? un attimo di follia che ci porta là dove non saremmo andati mai,, neppure con l’ immaginazione.
Era un giorno come tanti, eravamo riusciti a ritagliarci qualche ora di libertà solo per noi e, senza meta, giravamo per la città.
Seduti ad un tavolo di caffè guardavamo la gente passare ed i vicini di tavolo che chiacchieravano tra loro.
Tra questi una coppia. Non più giovanissimi ma piacenti, ben vestiti e dall’aria intrigante.
Ad un tratto la mia lei mi si avvicina e mi dice sottovoce:hai visto come mi guarda, indicandomi proprio il signore della coppia accanto.
Ed io: certamente, come si fa a non guardarti con quell’aspetto da gran femmina da letto che ti ritrovi.
Lei si avvicina ancora un poco e mi sussurra: ho le autoreggenti e non porto gli slip.
Ecco, s**tta la follia.
Le sussurro in un orecchio:bene, allora allarga le gambe e mostra la tua micina a quel signore che è così interessato a te.
Lei non se lo fa ripetere due volte e, come per caso, si gira verso di lui e con fare indifferente accavalla le gambe incurante del fatto che la gonna sia salita sin oltre l’ orlo delle calze.
Poi,lentamente ma con decisione, inizia ad allargare le gambe.
Conosco bene quello spettacolo:il suo sesso appena ricoperto di una fine peluria è un’ attrazione fatale.
Il nostro vicino si è accorto dei movimenti e , alternativamente guarda lei, tra le gambe, e me;
forse si aspetta una mia reazione.
Ma io sono impassibile come se non mi fossi accorto di nulla e continuo a parlare, a parlare.
Le sue gambe si aprono ancora un po senza lasciare più nulla all’ immaginazione ed ormai il gioco è talmente eccitante che tutti i vincoli, tutti i freni inibitori scompaiono.
Mi avvicino a lei e con fare indifferente lascio scivolare la mano sulla sua gamba fasciata dalle calze.
Il poverino non sa più dove guardare, ma non riesce a sottrarsi a questo spettacolo.
Sono ancora più audace e faccio scivolare la mano ancora più su, verso quel ciuffo castano.
Ma non basta:visto che l’ abbigliamento della mia lei lo consente le sussurro: mostragli il seno.
Lei mi guarda, penso che si rifiuti, ma ha negli occhi quella espressione che le conosco bene: è eccitata da morire ed in questo momento sarebbe capace di fare di tutto.
Lentamente fa scivolare la mano verso il bordo del cappotto, sotto ha una camicia di seta bianca che indossa senza reggiseno.
Slaccia un bottone, un altro e lentamente sposta la stoffa sino a mostrare il suo bel seno.
Il vicino è tutto rosso, prende il suo bicchiere, lo posa, guarda a destra e sinistra.
La sua lei che ancora non si è accorta di nulla, è seduta infatti di fianco, ad un tratto intercetta il suo sguardo e, di colpo, si gira nella nostra direzione.
Gli occhi delle due donne si incrociano.
La mia lei con una mano sul seno seminudo e con la gonna sulle gambe dischiuse, l’altra con un’ espressione di stupore dipinta sul viso.
Ad un tratto lei sorride e senza dire una parola mette una mano sulla patta del suo uomo e sillaba in silenzio: è mio.
Si alzano e vanno via.

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