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E’ il migliore

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E’ il migliore
E’ lunghissima, e forse noiosa, ma non spazientitevi perchè ci ho messo molto più io a scriverla che voi a leggerla

Mi sveglio con un feroce mal di testa senza rendermi ben conto di dove io sia
Il lettone enorme mi sussurra “Hotel de Crillon Parigi”
“ah si vero, grazie letto” penso

“per cortesia vorrei la colazione ed un massaggiatore in camera …. no, non importa … si certo che sia il migliore .. che entrino che sarò in doccia e che apparecchino sulla terrazza” dico alla receptionist usando il telefono interno
Nemmeno 5 minuti e sento l’apparecchiare per la colazione
Continuo la doccia e quando esco con l’accapatoio vedo un anziano cinese in piedi che mi fà un inchino, immagino sia il massaggiatore e sono un pò perplessa
Comunque ricambio l’inchino e chiedo se vuole favorire in terrazza, altro inchino e mi segue.
Convincerlo a sedersi e accettare almeno una tazza di thè non è altrettanto semplice, ma appena vede la mia pistola puntarsi alla sua testa ….
(sto scherzando dai, non abbiate fretta di diventare ciechi)
Intanto che lui centellina il suo thè e io sbrano le colazioni di 6 camionisti dell’est europeo, conversiamo e mi racconta un pò della sua vita
(io volevo capire se mi sarebbe morto in camera per lo sforzo di massaggiare)
Comunqe dopo una mezz’ora, il mal di testa è quasi del tutto scomparso (ma lo sento che come un falco compie large volute aspettando l’occasione per colpire… ma io ho il miglior massaggiatore … mah speriamo
“cominciamo?” chiedo
“Si certo signora, però sarebbe meglio che indossasse uno degli asciugamani che ho portato in camera”
In effetti vedo che c’è adesso una specie di carrello, molto bello, con sopra tanti flaconi e boccette e nel ripiano sotto asciugamani, maglie, pantaloni e slip mono uso”
“uhm i reggiseni non sono previsti” penso
“Va bene, vado a prepararmi” dico dirigendomi verso il bagno
“no, no scusi, lei resti, esco io” dice andando verso il terrazzo
“meglio cosi” penso levandomi l’accappatoio, indossando un perizoma, ma dei miei, i pantaloni e la maglia che sono leggeri come un velo
Mi stendo bella comoda e aspetto
Come guidato da un sesto senso tibetano o forse da qualche sbirciata, rientra immediatamente

“Come mi devo mettere ?” chiedo
“Stia pure così” dice con voce calma, “si sdrai, si metta a pancia in giù che iniziamo dalle spalle”.
Mi inginocchio e penso che lui riesca ad intravedere che non porto il reggiseno, ma è questione di un attimo, una frazione di secondo, e sono già stesa.
Cala il silenzio, le parole ora non servono più, i miei occhi si chiudono, come se volessi appisolarmi
Lui accende una candela, si irradia una musica indiana che rende l’atmosfera densa di magia.
Accende anche l’incenso, e appena questo arriva alle mie narici mi fa fare un respiro lungo e profondo, come un bimba che si sta abbandonando nella braccia della madre.
Tira le pesanti tende ed ecco che quasi tutto scompare, la candela che prima sembrava non avere nessuna importanza ora diviene la padrona dell’ambiente, è lei che domina luci e ombre, e dolcemente la fiamma traballa, come se volesse avvisarci che anche lei ora esiste.
Io sono stesa sul lenzuolo, le mani lungo i fianchi e il respiro lento.
Quasi senza che io me ne ne accorga appoggia una mano all’altezza delle spalle, tra le scapole, e l’altra un po’ più in giù, quasi alla fine della schiena e rimae così, fermo, per un paio di minuti.
E questo mi calma ancora di più. Sente il mio respiro, calmo e regolare, e lo ascolta in silenzio.
Poi le due mani si congiungono sulle spalle, ed iniziano un movimento rotatorio e lento, per sciogliere le tensioni che mi irrigidiscono il collo
Le mani girano in circolo, poi scendono sulla schiena, all’altezza dei glutei si dividono e vanno sui fianchi per scendere verso l’esterno delle gambe e poi fino ai piedi.
Si fermano qualche istante e poi piano piano ritornano su, su, fino alle spalle, girano verso l’esterno e scendono sulle braccia e fino alle mani.
Tornano ancora sulle spalle e quindi massaggio piano piano le mie cervicali doloranti.

“Vuole togliersi la maglia, adesso?” chiede lui un po’ timidamente.
Non rispondo, ma dopo due secondi sto già tentando di sfilare la maglia, restando il più possibile distesa, cercando di muovere meno muscoli possibili.
Oramai sono rilassata, e l’idea di dover mettere in moto di nuovo i muscoli non mi piace e quindi mi muovo il meno possibile, mentre lui mi aiuta.
Anche perché non voglio far vedere il seno, la timidezza è ancora un po’ dentro di me, e questo in qualche modo mi mette un po’ in imbarazzo.
Ho una certa ritrosia a far vedere il seno ad uno sconosciuto, anche se il pensiero in qualche modo mi eccita
Ora sento le sue mani calde sulle spalle, e questo mi piace, mi dà un senso inequivocabile di sicurezza e di calore, di protezione.
La sensazione senza la maglia è completamente diversa, più diretta.
Il contatto provato così è una sensazione stupenda e ora lui sta fermo, mi fa sentire tutto il calore sulle spalle.
Poi lentamente le mani cominciano a muoversi, e dolcemente si spostano sui fianchi, ed abbracciano i lati del mio corpo, con le punta delle dita che arrivano quasi al seno, come volessero scoprire le mie forme “nascoste”, celate come un frutto proibito non ancora pronto per essere svelato.
Le mani scendono, accarezzano ancora le gambe e i piedi, e ritornano sui glutei, ma subito si allontanano, quasi non me ne accorgo che prendono i pantaloni della tuta ai lati, e piano piano scendono, sfilandoli.
Però mi accorgo che guarda stupito il mio perizoma bianco con un fiore, perchè rallenta nello sfilare i pantaloni.
La candela però non concede molto, e il chiaro-scuro penso che renda il mio corpo quasi privo di contorno.
I pantaloni sono in fondo, e in un attimo non ci sono più. Appoggia le sue mani sui miei piedi, e il calore delle sue mani mi invadono la pianta dei piedi, facendomi sospirare.
Poi le mani salgono, abbracciano le gambe, si uniscono sopra i glutei e poi su fino alle spalle.
Ora prende la boccetta dell’olio, ma lo metto prima sul palmo della sua mano, e poi con l’altra lo scalda.
L’olio scivola sulle mie spalle e con movimenti dolci ma decisi lo stende su tutta la schiena, fermandomi sugli slip.
Ma non basta, non ha spazio sulla mia schiena a sufficienza e così, con la scusa di stendere l’olio fino in fondo alla schiena, abbasso un po’ il perizoma, ma solo di qualche centimetro, in modo da avere la possibilità di arrivare fino in fondo alla schiena senza problemi, ma in modo che ancora mi copra, che mi dia quel senso di protezione che ancora non voglio abbandonare.
Il perizoma è largo meno di un centimetro, ma il senso di protezione che dà è grande, è l’unica cosa che ho addosso, è l’unica cosa a cui posso pensare per non sentirmi completamente indifesa e nuda.
E’ ancora per un po’ il mio protettore.
Ma oramai non ci penso più, le sue mani hanno cominciato a salire e scendere sulla mia schiena.
Ogni movimento è uguale al precedente, eppure è diverso.
Ad ogni movimento la mia schiena si abbandona sempre un po’ di più, allenta le tensioni, e mi fa sentire sempre più il benessere.
Ogni movimento sembra uguale al precedente, eppure si ferma un po’ prima, oppure un po’ dopo, abbraccia di più il fianco, o si fa sentire di più sulla colonna vertebrale, arriva in fondo oppure no.
Un po’ alla volta le sue mani non le sento più, hanno un movimento lento e dolce, e oramai la schiena è diventata una specie di zona dove le emozioni si sentono, si sbloccano e mi fanno sognare.
Le mani scendono poi lungo una gamba, arrivano fino al piede e dolcemente lo massaggiano.
Ma ben presto il massaggio si fa più intenso, e le dita premono sulla pianta del piede, dando benessere e piacevolezza.

Momento di pausa che mi fanno male le gambe a furia di scrivere (non sarò bella ma sono simpatica però)

Ok continuo.. il pistolino è in tiro? … bene

Poi il massaggio ridiventa dolce e mi toccoa una delle zone più erotiche del corpo umano:
la parte molle tra un dito e l’altro del piede.
E questo a me piace, e non vorrei che finisse più.
Dolcemente passa anche all’altro piede, che come un fratello geloso aspettava frettolosamente il suo turno, come se non si potesse farlo solo ad uno dei due.
E anche lì è l’estasi.
Le mani poi si appoggiano su entrambi i piedi, e, passando sulla parte interna delle gambe salgono su, su, fino a dove le coscie quasi si toccano.
Mi aspetto di sentire le mani finire proprio là, e invece no, all’ultimo momento queste si dividono, passano sui fianchi, si ricongiungono sulla schiena, e poi su fino alle spalle, scendono lungo le braccia finendo sulle mani.
Adesso torna ancora sulle spalle, scende sulla schiena, mi accarezza le gambe e ritorna ai piedi.
Rifà tutto il movimento ancora una volta e io mi tranquillizzio perchè penso che sia uguale al precedente, ma ecco la variante pronta a farsi sentire:
nel movimento di discesa, quasi per errore o per caso, le dita si incastrano sui mio perizoma oramai divenuto “di troppo”, anche per me, e lo segue segue le sue mani come volessero sparire da solo, e scivola senza niente che lo trattenga.
Non lo sento più, non so se li ho abbassati un po’ o se li ho sfilati dal tutto, ma non me ne importa, non mi preoccupi, non ha senso, oramai era ingombrante, non lasciava correre la fantasia, non poteva lasciar scorrere le emozioni, le sensazioni, i pensieri.
Impediva ai suoi occhi di guardarmi
Ora le mani ripercorrono lo stesso sentiero, la stessa strada, e io torno sugli stessi pensieri di prima, ma ora sono più libera di pensare che cosa accadrà in quel punto, e già penso alle sensazioni, a cosa mi farà provare, sono già avanti col pensiero, non posso aspettare che le sue mani arrivino lì, devo per forza fantasticare, anche se basterebbe aspettare qualche secondo, qualche attimo in più.
Faccio fatica a tenere le gambe unite, ho voglia di allargarle, ho voglia che mi guardi, che mi tocchi, che mi desideri
Ma le sue mani scivolano e salgono con la stessa velocità di prima, con la stessa intensità, con lo stesso calore.
Ma a me sembra che vadano piano, sempre più piano, mi sembra che quasi si fermino, che non arrivino mai.
E invece ci arrivano.
Ad un certo punto come prima, si dividono, ma poi si fermano, si avvicinano piano piano, si girano, abbracciano l’interno della coscia e si uniscono, e salgono unite verso i glutei, andando a sfiorare per un attimo le grandi labbra, che oramai sono calde.
Per sbaglio, o per calcolo, un dito si appoggia proprio là, e nel suo movimento verso l’alto la percorre in tutta la sua lunghezza, anche se la cosa dura poco, è un attimo.
Ma il dito prosegue nella sua corsa, e dolcemente sfiora l’ano, faccio un sussulto.
La mia reazione è di benessere, sento il suo dito che rallenta, si ferma, torna indietro, gira un po’ intorno all’ano, si allontana di nuovo, e ancora ritorna e ancora lo massaggia.
E’ una sensazione bellissima, unica, ma che dura poco, e la mano prosegue il suo cammino fino alle spalle per poi terminare come prima sulle mani.

Rifà tutti i movimenti un sacco di volte, non è mai stanco, e ad ogni passaggio è come se fosse la prima volta, l’eccitazione sale e le sensazioni non sono mai come il passaggio precedente, sono più forti, più intense, più vere.
A me sembra di essere sdraiata da poco, non me ne sono accorta che è passata quasi un’ora.
Adesso mi copre con un lenzuolo azzurro, appoggia le sue mani sul mio capo ed ascolta il mio respiro.
E io non vorrei più muovermi
Tenendo fermo il lenzuolo che mi copre mi aiuta a girarmi.
Sono consapevole di essere nuda, ma quel lenzuolo che mi copre mi rende tranquilla e sicura, anche se so benissimo che un po’ alla volta mi toglierà anche quello, come ha fatto con la tuta.
Ma se prima la sensazione era di imbarazzo, ora quello che sento è il piacere.
Il piacere e il desiderio di togliere tutto, di togliere quella maschera che usiamo per mostrarci alla società, vogliamo riabbracciare quel senso di liberazione dagli schemi che ci impongono.
Essere nudi è una bellissima sensazione, una liberazione anche interiore.
Si mette in ginocchio dietro alla mia testa e appoggia le sue mani a fianco del mio collo, una pressione appena percettibile.
Sposta il lenzuolo solo un poco più giù, in modo da scoprire le braccia, le mani e la parte superiore del petto, ma non scopre minimiamente il mio seno.
Mi piace la dolcezza e il rispetto di quest’uomo
Inizia così un massaggio che parte dalla mia mano destra, sale fino alla spalla, si sposta all’altro braccio e scende fino all’altra mano.
Andata e ritorno, così, senza fretta nè obbiettivi, fino a quando, improvvisamente, le mie mani fanno scivolare il lenzuolo in giù, a scoprirti quel tanto sospirato seno, e quindi anche la pancia e l’ombelico.
Ma si ferma, perchè le sensazioni vanno gustate un po’ alla volta, se vuoi che siano vissute appieno e non ci si stanchi mai delle sensazioni che verranno.
Il lenzuolo mi copre il pube, ed è lì a proteggere l’ultima cosa che senti ancora solo mia, ma che oramai non vedo l’ora di scoprire.
Le sue mani si unisco vicino al mio collo, scivolano giù infilandosi in mezzo ai seni, ma senza toccarli, passano sopra lo sterno, scendono sulla pancia, arrivano appena sotto l’ombelico, si allargano e scendono sui fianchi, per poi risalire lungo i fianchi, si infilano sotto le ascelle, e salgono fin sopra le spalle, poi si riuniscono al centro e iniziano di nuovo a scendere come prima.
In questo modo le sue mani girano attorno ai miei seni, ma non li toccano mai direttamente, e questo provoca in me una sensazione bellissima, una sorta di tocco-ma-non-tocco, e oramai sono così rilassata che non vedo l’ora che ciò accada.

Io non ce la faccio più, gliela metto davanti al naso tutta bagnata e voglio vedere cosa fa

Voi sempre con il cosetto duro eh .. oh non mollano … questi non sanno cosa sia l’eiaculazione precoce

Le sue mani eseguono ancora un paio di giri in questo modo, ed ecco ad un tratto, nella fase di salita, che le mani si alzano verso la pancia e salgono su piano piano, abbracciando i seni dolcemente.
Le sue dita, una ad una, passano sopra i capezzoli, e io sento le sue dita che seguono esattamente il profilo del seno.
I capezzoli si induriscono, crescono, mentre le dita ci ripassano sopra nuovamente, per assaporare quella nuova condizione di turgidità, di nuova eccitazione.
I sospiri si fanno sentire, mi sento eccitata, mi stò bagnando sempre più, pensando che oramai di quel lenzuolo che mi copre le gambe e i genitali ne farei volentieri a meno, sono impaziente di toglierlo, perché ormai sò che le sue mani sapranno eccitarmi piano piano, senza fretta alcuna.
Ed ecco che le sue mani scendono come prima, ma stavolta, dopo essere scese sui fianchi, proseguono il loro viaggio verso le gambe, e il lenzuolo ad un tratto non esiste più.
Ora sto bene, mi senti completa, completamente libera, unica, intera.
Non ho restrizioni, non ho costrizioni, non ho nessuno che ti giudica, nessuno che pensa male di me, nessuno con cui fare i conti o confrontarmi.
Sono solamente io, nella mia pienezza e consapevolezza delle mie sensazioni ed emozioni che questo vecchio mi stà facendo provare
Il senso di libertà mi invade tutta, mi fa sentire libera e solitaria, come su un’isola deserta, sulla spiaggia, mentre prendo il sole, con niente addosso, nella più calma e pacifica isola sperduta nell’oceano azzurro.
Le sue mani proseguono con il loro lavoro, e questa volta tocca ad una gamba, che viene massaggiata dolcemente per tutta la sua lunghezza.
E quando la mano risale, le sensazioni si esaltano, si fantastica, si sogna.
La mano arriva su, si ferma un po’ sull’inguine, si gira e torna giù.
Ma ogni volta va sempre un po’ più su, fino ad accarezzare proprio quello che oramai desideravo.
E’ una carezza dolce, lieve, che dura poco e poi svanisce, la mano non si ferma, compie solo un giro e torna giù.
Non fai neanche in tempo ad eccitarti, e la mano se ne va.
Vorresti rimanesse lì di più, ma lei deve fare il suo lavoro, deve massaggiare il tuo corpo, non ha tempo di fermarsi in un solo punto, e le carezze mi eccitano.
Ma lui è un massaggiatore, il migliore … non un amante e quindi devo stare brava.
Poi le mani passano sull’altra gamba e l’attesa estenuante prosegue, mentre il desiderio sale e io comincio a brontolare piano piano, come se volessi, ma mi vergognassi di fargli vedere che la cosa mi piace molto, forse moltissimo.
Ora le sue mani sono sui miei piedi, e salgono piano piano lungo le gambe.
All’altezza delle cosce scivolano sulla parte interna delle gambe, con le punta delle dita verso il basso, e salgono su fino a toccarsi.
Poi si dividono tirando leggermente la mia pelle verso i fianchi.
E una sensazione bellissima.
Sei già bagnata, e questo movimento mi fa aprire le grandi labbra, lasciando intravedere solo po’ del rosa del mio sesso.
E lo sento, sento che si aprono un po’, e poi quando lui rilascia si richiudono, la sensazione è forte.
La mani si riuniscono, risalgono la pancia e vanno a toccare i seni, che nel frattempo sono diventati duri e sodi, e i capezzoli sembrano scoppiare.
Le mani ritornano giù rifacendo poi lo stesso movimento verso l’alto, ma questa volta, quando sono sulla parte interna delle cosce, le mani si girano, le punte delle dita sono verso la mia testa, e passano sopra il pube accarezzandolo.
I suoi pollici si toccano, e nel movimento di salita vanno ad appoggiarsi sulle grandi labbra.
Le allargano delicatamente, e salendo mi fanno sentire il suo calore per tutta la sua lunghezza, fino a toccare il clitoride, sollevandolo un po’.
Prima un pollice, e poi, quando il clitoride ricade, viene risollevato dall’altro.
Non serve che mi trattenga, sa quello che mi sta facento provare, e quindi non ho più freni, e mi lascio andare con un lungo e sottile “aaaaaaahhhhhhhh”, come se non ci fosse nessuno a trattenerti, e le gambe mi cominciano un po’ a tremare e si aprono
Ma la mano non concede nulla di più, e passa via, mentre io conto i secondi che separano il prossimo passaggio, sperando che sia uguale al precedente, ma che invece non lo sarà.
Le mani non sono mai come prima, le sensazioni non sono mai uguali, c’è sempre un qualche cosa in più, un qualche cosa di diverso che rende ogni movimento unico nel suo genere, anche se apparentemente uguale al precedente.
E quando le mani tornano sul pube mi sento libera e felice, una mano si intrattiene un po’, mentre l’altra sale e tocca il seno, dando quel senso di emozione totale.
ora appoggia il suo petto sulla mia pancia, un calore che mi invade completamente.
Ascolta il mio cuore che batte, il suo avambraccio poggiato su di me che sembrs guidare la mano, oppure è il contrario, non capisco più nulla.
Ma che importa, ora non voglio nemmeno pensare a quello che sta succedendo, voglio solo godermi quegli attimi così tanto attesi che non importa chi guidi le sue mani.
Esse si muovono insieme, poi si dividono, una va giù, una va su, sembra che facciano di testa loro, poi mi accarezzano il clitoride, in senso circolare, poi in su e in giù, e quando sembra che arrivi l’apice del piacere, la mano si allontana, toccando un altra parte del corpo, ma sempre in modo eccitante e sconvolgente.
Dove sarà l’altra mano ?
E’ facile perderla di vista, perderne la sensazione, sentire più una o l’altra, a seconda di che cosa stanno facendo.
Ma sono entrambe eccitanti, sia che stiano salendo, sia che stiano scendendo.
Il seno, il gomito, le spalle, le cosce, sono diventate tutte zone sensibili, non esistono più zone normali e zone erogene, il corpo si sente un tutt’uno e le mani avvolgono il mio corpo in modo completo.
Tutto ad un tratto le mani si fermano, entrambe sulla mia pancia, poi lentamente scendono sulla parte interna delle cosce e senza nessun sforzo mi sento le gambe che si divaricano.
Sono così bagnata che stò gocciolando sull’asciugamano sotto di me, e non capisco più quale è l’olio e quale sono io.
Le mani si fermano di nuovo, attendono qualche secondo e poi come una fiammata improvvisa che invade tutto il corpo in una frazione di secondo, mi sento un calore salire verso il petto, come un’esplosione di fuochi d’artificio, come un fulmine in una tempesta.
Non me lo aspettavo
Sento tutto il calore della sua lingua dentro di me, e non riesco a capire come si stia muovendo.
Ma che importa, non è ora certamente la cosa a cui pensare, ma assaporare appieno quel senso di calore che si sta sviluppando.
La sua lingua gioca con il clitoride, fa giochi semplici.
Lo muovo in senso circolare, si allonta, si avvicina, lo fa titillare, tremare, e poi …lo lascia andare.
E io ad ogni cambio di movimento sento una sensazione diversa, un calore che cresce piano piano, mentre le mie gambe tremano sempre più.
Le sue mani però non stanno ferme, mi accarezzano le gambe, poi salgono a tenermi ferma la pancia che nel frattempo si è messa a tremare anch’essa, quasi a seguire il tremore delle tue gambe.
Lo sento l’orgasmo laggiù in fondo che fa come la risacca del mare che allontana l’acqua dalla riva, ma solo per dargli maggior forza quando si schianterà sugli scogli.
Ma la sua lingua non si ferma, e le mani nemmeno.
Sono già arrivate ai seni, e vanno a scoprire e a misurare la durezza dei capezzoli, tanto gonfi ed induriti da dolere.
Sono completamente avvolta dal piacere, e non riesco più a stare ferma.
Comincio a tremare di più, quasi a sussultare.
Vorrei muovermi, girarmi, tirare fuori il suo membro e vedere se è eccitato, accarezzrlo, leccarlo, succhiarlo ….
Ma so che chi viene massaggiato deve rimanere fermo e comunque i miei muscoli tremano, tentano di muoversi, ma poi crollano.
E di lì non riesco a muovermi, sussultando sempre più, mentre i tremori oramai hanno invaso tutto il corpo.
Si accorge che sto per essere sommersa dallo tzunami dell’orgasmo, ma non si ferma .. insiste
La lingua mi penetra la vagina, un mano tortura un seno, l’indice e il medio dell’altra mano mi scopano l’ano.
Ora non è un massaggiatore che massaggia la cliente è un maschio orgoglioso di far godere una femmina
E non mi dà ne tregua ne respiro sino a che non ottiene quello che vuole .. il mio “SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII”
E tutto esplode, il terremoto mi sconquassa, la vagina si contrae come a spremere un immaginario pene, l’ano lo stesso
i temori rallentano sino a fermarsi
Tutto si calma, tutto si cheta, come se un fiume in piena fosse appena passato e ora avesse lasciato solo il silenzio infinito

Le forze mi hanno abbandonata, lui si è fermato.
Mi ricopre con il lenzuolo, la candela è ancora lì che mi guarda, e la felicità credo che si veda nei miei occhi lucidi e rilassati.
Mi ha fatto una carezza sul viso e poi l’ho sentito uscire e mi mancano già le sue mani, tolte da pochi secondi ma che fanno già sentire la loro mancanza.

MI faccio forza prendo il telefono e faccio il 9 … risponde la receptionist di prima
“aveva ragione … è il migliore”

Bunlar da hoşunuza gidebilir...

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