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Avventure di uno qualsiasi – La ragazza della roto

Avventure di uno qualsiasi – La ragazza della roto
Avventure di uno qualsiasi – La ragazza della rotonda
Ero in pausa dal tour, uscivo con una ragazza veneta. Mi disse di voler passare la domenica da amici in un campeggio vicino a lugana di sirmione. Vivevo a bologna per lavoro e non avevo molta voglia di farmi autostrada anche in quei giorni gli dissi che passavo al domenica in città, se voleva poteva venire lei, saremmo andati dagli amici per ferragosto, magari restando fuori qualche giorno. Bologna ad agosto non è piena di vita come lo è negli altri mesi, mancano gli studenti anzitutto, molti locali poi son chiusi, non resta che andare alla montagnola o altri parchi in città. Oppure fare una fuga sui colli, ma io son uno cresciuto vicino al mare, le estati le passavo fra il paese e il mare. Domenica verso sera, ero proprio stanco di questo deserto di tranquillità. Così presi l’auto per andare a fare un giro a ferrara, sperando di trovare qualcosa in giro, ma non vi era un anima. Mentre giravo mi trovai a fare i viali con le ragazze, prostitute, ad ammiccare alle auto. Alcune erano vestite in maniera sexy, altre invece erano praticamente nude, forse vestite di uno striminzito costume, stivali o sandali con tacco e zeppa classico delle pornostar. Erano tutte vestite così.
A un certo punto, periferia mi ritrovai in una zona artigianale, vi erano alcune ragazze di colore, una di queste, aveva un perizoma bianco e una camicetta aperta sul davanti, passando vicino, ti faceva segno di fermarti e mentre eri vicinissimo apriva la camicetta e ti faceva vedere le tette, grandi grosse, ballonzolanti. Mi pervase l’idea di fermarmi, in passato mi ero già fermato da una ragazza come loro, l’intenzione era di farmi fare un bel pompino e poi sborrargli le tette ed ammirare la sborra bianca che colava sula sua pelle di colore. Già il cazzo si era agitato, mi dissi dai va bene, ammazziamo la monotonia. Arrivai alla rotonda dopo di lei, tornai indietro, percorsi il contro viale arrivando ad un’altra rotonda, vedevo in lontananza lei era vicina alla cabina della luce pubblica. La macchina davanti da me, si accostò e lei senza parlare salì dietro, quando fui vicino vidi che erano le forze dell’ordine, partirono, io intanto mi ero avvicinato, vidi che andarono giù in un viottolo fra i capannoni, rallentai e vidi l’auto che si fermò. Era impegnata, e tutte le mie voglie svanirono. Non ero contento però, conoscevo la zona, presi una via parallela, sbucai infondo alla via dove si erano fermati e mi fermai. Vedevo abbastanza bene, uno di loro era dietro, lei era già sdraiata sul sedile e si stava facendo scopare le spuntavano solo le gambe nell’ombra. Rimasi un po’ a guardare, in più mi accorsi che non ero nemmeno l’unico, vi erano altre due auto. Vidi che si diedero il cambio, ora c’era l’altro che doveva farsi fare il lavoretto. Mi passò la voglia, non sono un guardone, avviai e me ne andai. Arrivato in fondo alla via, dovetti girare seguendo il senso unico della strada che mi portava alla rotonda dove ero già stato prima per dover percorrere la strada in senso inverso per andare dalla ragazza di colore. Arrivato alla rotonda notai che dalla parte opposta alla mia vi era una ragazza, bianca, capelli neri, fisico slanciato, proprio una bella figa. Dovevo vederla meglio, quindi percorsi ancora una volta tutta la rotonda, quindi fui vicino, lei con uno stile pieno di classe si girò facendo incrociare le gambe e mostrando il suo fondo schiena, una visione a dir poco spettacolare. Aveva un vestito molto rock’n’roll, una maglietta da concerto degli ac/dc, due pantaloncini di jeans tagliati poco sotto l’inguine, dei sandali color argento con tacco dodici. Ero rimasto fulminato, non avevo mai visto tanta classe da una prostituta di strada, ed il mio cazzo aveva già deciso, doveva farsi usare da quella splendida visione, era già quasi duro e un certo formicolio in quelle zone. Andai ancora infondo alla via, ma questa volta sfruttai uno dei passaggi per cambiare senso di marcia e tornare in dietro, la via era divisa a metà dagli alberi, quindi tornai indietro, arrivai in rotonda e mi fermai.
“Ciao…..” e mi bloccai
“Ciao, cosa vuoi?”
“Quanto?” non sapevo che dire
“Trenta o cinquanta, dipende da cosa vuoi fare”
Pensai un attimo, poi: “OK, andiamo”
Prese la sua borsa che era per terra, aprì la porta dell’auto e si sedette. La guardai in faccia, aveva due labbra splendide, sotto il labbro inferiore aveva pure un piercing. Aveva un viso da favola, portava gli occhiali, che stranamente con quelli addosso, appariva ancora più bella.
Poi la guardai meglio. Era la stessa ragazza che anni prima avevo conosciuto a rimini.
Ripartii e lei mi diede le istruzioni di dove andare, facemmo un chilometro scarso ed arrivammo in una strada a fondo chiuso, affianco al palazzetto dello sport e la piscina, a quell’ora chiusi entrambi. Con una velocità impressionante abbassò lo schienale della macchina, io che la usavo da due anni ancora sbagliavo le manovelle, poi si abbassò i pantaloncini, tolse gli occhiali e mi guardò facendo un sorriso accondiscendente. Io presi i soldi e glieli diedi, li preso veracemente, li mise nella borsa dove estrasse poi un preservativo. Mi mise una mano sul cazzo e lo massaggio un attimo, poi senza farmelo diventare duro mi mise il preservativo, rosso, faceva odore di fragola. Si protese verso il mio sedile e iniziò un pompino, abbastanza veloce, ma andava abbastanza a fondo, non lavorava la cappella, era un pompino fatto velocemente tanto per svuotare le palle del cliente. La guardai e vidi il tatuaggio, minnie sul braccio destro, che mi confermava che era la stessa ragazza di rimini, anni prima. Le rivolsi la parola:
“Non ricordo il tuo nome, ma se non sbaglio è Alexandra”
Staccandosi dal cazzo rispose: “Si” rise “ci siamo già conosciuti?”
“Si, a rimini, eri su una rotonda, un paio di anni fa”
“Ah si, vero, ero arrivata da poco”
Questo la fece cambiare un po’ nel succhiarmi il cazzo, adesso aveva rallentato il ritmo, andava su e giù per il tronco e lavorava un po’ anche la cappella. Si alzò e disse: “Adesso scopami”
Si mise sdraiata sul sedile del passeggero, allargò le gambe, tolse il perizoma nero facendomi vedere la fichetta. Io andai sul sedile di fianco al mio, guardai la fica, un po’ rossa, evidentemente aveva già fatto qualche cliente, entrai nella fica, lei non emise nessun suono, anzi, spostò la mia maglia che copriva il cazzo, e si mise a guardare il cazzo che entrava nella sua fica. Io avevo il cazzo duro, ma lei non faceva nessuno gemito, nessun segno, sembrava che fosse da un’altra parte, il lavoro non le piaceva, ma io affondavo ero sempre più duro. La situazione mi stava caricando, cominciai a spingere sempre più affondo e con forza, la ragazza teneva il colpo senza problemi, la sua testa ondeggiava a ogni mio colpo, la guardavo in faccia, poi a un certo punto mi guardò in faccia, aveva gli occhi lucidi, fece una smorfia e poi emise un gemito di piacere. Mi caricai ancora di più sentendo che le mie palle si erano un po’ bagnate, comincia a spingerle tutto il cazzo gfino in fondo,fino a sentire il suono dello schiaffèttio delle palle sulla sua figa. Le sospensioni dell’auto ormai cigolavano come le mole del letto, ero sempre più carico, lei mi mise una mano sul sedere e affondò leggermente le unghie, questo fu il movimento che mi fece aumentare il ritmo ed infine venni. Le diedi cinque o sei colpi ben assestati, che corrispondevano a schizzi che uscivano e si infrangevano nel preservativo, poi ne diedi altri, ma andavano a smorzarsi sia come forza che come ritmo, finchè ne diedi un ultimo, dove andai fino in fondo al cazzo fino ad appoggiarmi contro di lei, avevo gli occhi cihusi mentre sborravo, quando li riaprii lei mi stava guardando, sorrideva e mi disse: “Bravo! Bella scopata, ma quando sborri?”
Io avevo il fiatone, non risposi, sbuffai, mi ritrassi uscendo dalla fica di Alexandra, ma rimanendo ancora sopra un attimo, poi mi sedetti al mio posto lei rimase ancora sdraiata a gambe aperte, con i piedi appoggiati sul cruscotto, aveva anche lei un po’ di fiatone ed era sudata, meno di me, poi si passo una mano sulla fica, come per controllare che andasse tutto bene, poi disse: “Spingi molto, scopi poco?”
“Cara, tu mi aizzi, dovrei provarti in una camera da letto per scoparti per bene e godermela davvero. Fra poco avrò il cazzo ancora duro.”
“Ripassa, tanto sono qui per ancora un paio d’ore.”
“Sarebbe una buona idea, ma ripeto, meglio in uan camera da letto”
“Non faccio in casa, albergo o a casa tua.”
“Pazienza, allora, mi terrò la voglia”
Finito di dire così allungo una mano e prese le salviette, una la passò subito sulla fica, era ancora a gambe aperte con le gambe sul cruscotto, poi dopo esserla pulita con un gel le chiuse, ma restò con le gambe sul cruscotto, nel mentre si porse verso di me con una salvietta, prese il cazzo ormai moscio, mi tolse il preservativo e mi pulì il cazzo, con molta dolcezza. Infine si mise il perizoma, i pantaloncini e si sedette normalmente. Io mi rivestì, misi apposto il sedile, e riavviai il motore, la riportai nella sua postazione di lavoro, nel mentre facemmo due parole veloci, ma poi arrivammo, scese. Guardai il suo culo mentre scendeva, pensai che alla fine dovessi assolutamente trovare la maniera per portarmela in un letto e magari sfondare quel culo, sarò uno dei tanti clienti, ma lei era proprio bella e farsela senza pensieri era davvero eccitante.

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