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LA VENDETTA DEL GLICEROLO

LA VENDETTA DEL GLICEROLO
Erano ormai trascorsi cinque giorni da quando avevo scoperto che la mia fidanzata mi tradiva. Ed erano anche quattro giorni che la ragazza non

riusciva a evacuare un grosso carico. La fortuita combinazione di questi eventi mi diede l’opportunità di vendicarmi in un modo che non avrebbe potuto

essere più adatto. Sara odiava le somministrazioni per via rettale, lo sapevo dai racconti imbarazzanti della madre. Era sempre stata stitichella ma

risolveva con delle pastigliette. Purtroppo o per fortuna stavolta le pillole non avevano prodotto l’effetto desiderato, e Sara aveva un mal di pancia

terribile. “Tutto bene amore? vuoi che vada in farmacia o che chiami il medico?”. Chiamai il medico e provai un certo gustarello quando mi comunicò,

in alta voce, che avrei dovuto somministrare alla ragazza un clistere, e per capire che clistere usare le avrei dovuto praticare un’ispezione anale,

ciò ficcarle un dito nel sedere e sentire quanto tappo c’era. “Sara lo so tesoro che non vuoi. Lo richiamo e gli dico che venga direttamente lui?”.

“Noooooo! Uffa, va bene, va bene”. “Ora sei mia, bugiarda!” pensai tra me e me. “Tranquilla amore, faccio piano piano, tu devi solo metterti col

sedere in su e scoprire il culetto. Vedrai che sarà un attimo”. Con la faccia rossa e scocciata Sara si mise con la testa sul cuscino a capretta. Le

tirai giù in un sol movimento pigiama e mutande, le aprii le natiche “Cavolo sembra molto irritato il tuo buchetto, ci metto della cremina”, e detto

ciò, senza indugi, ficcai con un solo movimento il mio dito impomatato nel sedere della bugiarda, che sussulto e strise con forza le natiche. “Ahia

ahia! avevi detto che facevi piano!!”. “Così però finisce prima non credi? Oddio ma nel sedere c’hai un tappone gigante!”. Sara arrossì ancora di più,

ammutolita dall’imbarazzo. “Vado subito in farmacia a comprare l’occorrente”. Tornai a casa con una quanità sovrabbondante di lassativi per

somministrazione rettale. Quando Sara mi vide tirare fuori microclismi, supposte di glicerina, clismi usa e getta, e la peretta da 250, si alzò e

piegata in due scappò dalla stanza! “Sara non fare così, tanto sai che te lo devo fare”. “Nooooo! col cavolo! quella roba lì brucia tutta un casino!”.

“Bè, si tratta di un clistere non di un pasticcino, ti darà comunque fastidio. Adesso ti consiglio di venire qui che mi sto spazientendo”. Finì che

dovetti rincorrerla e domarla. Godetti assai quando finalmente la bloccai sulle mie ginocchia e la scullaciai come una bimba capricciosa. Quando il

culetto fu bello rosso, e Sara smise di ribellarsi, presi due microclismi per adulti (anche se ne bastava uno) e dissi a Sara che glieli avrei

praticati entrambi per punizione di lì a poco. Poi con estrema lentezza, mentre lei piagnucolava, indossai un ditale di lattice e senza unguenti

particolari, stappai il primo microclisma, aprii il sedere con una mano, e con l’altra spinsi con lentezza la punta del clisterino su su, attraverso

lo sfintere contratto, con sonori lamenti della clisterizzata, che non diminuirono quando spremetti la peretta e il glicerolo diede a Sara la tipica

sensazione di bruciore e fastidio. Il secondo clisterino lo somministrai con lentezza, dicendole “Questa seconda peretta non era necessaria, ma alle

bambine bigiarde fa bene una peretta nel sedere ogni tanto non credi?”. I lamenti cessarono sostituiti da un silenzioso imbarazzo, dopodichè la

costrinsi a liberarsi nella vasca da bagno per controllare che la facesse tutta, e Sara si liberò del tappone. “Comunque il dottore si è raccomandato

di farti anche tre belle pere di acqua e camomilla, per scaricare il resto, però quelle te le faccio in bagno. E mentre le facevo le tre pere, con una

mano mi sparai una sega liberatoria. L’avevo fatta piegare sul bordo della vasca in modo che il busto stesse dentro e il sedere bello alto. Quanto mi

godetti quell’ano che si ribellava all’entrata della punta, cercava di ritrarsi dalla meritata punizione, e mentre schiacciavo la peretta arancione

sentivo gorgogliare il liquido e il pancino della mia dolce fidanzata. Le pere le piantavo bene dentro il sedere di modo che non uscisse nulla.
Da allora lei non mi tradisce più. La costringo (ma in realtà è lei che se la cerca!) a ricevere supposte, clisteri e ispezioni profonde quando scopro

che è stitica, e spesso devo sculacciarla perchè fa i capricci. Però come si bagna la mia fidanzata! quanto gode la mia fidanzatina!

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